Uso degli induttori di resistenza in viticoltura

Gli induttori di resistenza sono sostanze esogene o estranee alla pianta che, se debitamente riconosciute dalla stessa, attivano i processi e le catene metaboliche che permettono la sintesi e l’accumulo delle sostanze che innalzeranno le difese naturali delle piante.

La nostra esperienza maturata in Friuli ci porta ad affermare che l’applicazione preventiva degli induttori sulla vite da vino migliora il livello di protezione del vigneto nei confronti degli attacchi di patogeni quali la peronospora, o di altri fattori di stress biotico e abiotico, e fornisce un valido strumento per l'agricoltura sostenibile e integrata.

In risposta al trattamento con induttori di resistenza, gli enzimi si accumulano nella vite anche in assenza della presenza del patogeno: è come se la pianta si stesse preparando a rispondere a un “attacco” che in realtà non c’è. Quando e se arriverà il microorganismo patogeno o si presenterà lo stress, il vigneto sarà preparato a sopportare le condizioni avverse e la colonizzazione/danno non avverrà o lo sarà in misura molto minore.